Una casa con un gatto è un equilibrio. Ogni nuovo arrivo, una pianta, un bambino, un secondo gatto, un cane, lo cambia, e il gatto reagisce come sa: si nasconde, marca, smette di mangiare, oppure accetta tutto in tre giorni. La differenza la fa quasi sempre la preparazione. Questa guida raccoglie le convivenze più comuni e per ciascuna dice cosa preparare prima e cosa fare dopo.

Piante: le tossiche da togliere, le sicure da tenere

La maggior parte delle piante d'appartamento è innocua per i gatti o al massimo dà un po' di vomito se masticata. Alcune però sono pericolose, e una in particolare, il giglio, è letale anche in piccolissime quantità (polline compreso): per i gatti è la pianta da non avere mai in casa, nemmeno in un mazzo di fiori.

Da togliere o mettere fuori portata assoluta:

Pianta Perché
Giglio (Lilium) ed emerocallide Insufficienza renale acuta anche con poco polline o acqua del vaso. Nessuna eccezione
Oleandro Tossico per il cuore
Dieffenbachia, filodendro, pothos, monstera, spatifillo, anthurium, calla Cristalli di ossalato di calcio: dolore, gonfiore della bocca, difficoltà a deglutire
Stella di Natale Irritazione bocca e stomaco (meno grave di quanto si creda, ma da evitare)
Ciclamino, azalea, rododendro Vomito, problemi cardiaci (soprattutto i tubercoli del ciclamino)
Sansevieria, dracena, aloe Vomito, diarrea, letargia
Edera, mughetto, narciso, tulipano, giacinto (bulbi) Tossicità variabile, bulbi i più pericolosi
Cannabis, tabacco Tossici

Sicure, con cui riempire la casa: erba gatta (Nepeta cataria) e erba per gatti (graminacee), valeriana, felce di Boston, calathea, maranta, peperomia, areca, kentia, chamaedorea, pilea, bromelie, orchidee (Phalaenopsis), violetta africana, basilico, rosmarino, timo, salvia, prezzemolo, fragole. Una lista più lunga, con foto, è nell'articolo dedicato alle piante sicure.

Tre accorgimenti che valgono anche per le piante sicure: vasi pesanti o fissati, perché il gatto che ribalta il vaso è più frequente di quello che mangia la pianta; terriccio coperto con sassi o corteccia, altrimenti diventa una lettiera; una vaschetta di erba gatta sempre disponibile, così il bisogno di masticare verde si sfoga lì. Erba gatta da coltivare · Vasi antiribaltamento.

Se il gatto ha masticato una pianta tossica: foto della pianta, chiamata al veterinario o a un centro antiveleni veterinario, niente rimedi fai da te. Con i gigli, al pronto soccorso subito, anche senza sintomi.

L'arrivo di un neonato

Il gatto non è geloso del bambino: è spaventato dai cambiamenti. Nuovi odori, nuovi rumori, nuovi mobili, orari saltati, attenzione che sparisce di colpo. Si prepara nei mesi prima, non il giorno del rientro dall'ospedale.

Nei mesi prima:

  • Montare la cameretta e i mobili nuovi con largo anticipo, lasciando il gatto esplorare. Decidere subito se la culla sarà vietata: se sì, da subito, con una zanzariera da culla o la porta chiusa, non dal giorno in cui arriva il bambino.
  • Far sentire i suoni del neonato (ci sono registrazioni) a volume crescente mentre il gatto fa qualcosa di piacevole.
  • Usare già creme, salviette e detergenti che si useranno dopo, così gli odori non sono nuovi.
  • Spostare gradualmente le cose del gatto (lettiera, ciotole, cuccia) se andranno spostate, settimane prima.
  • Creare posti alti e rifugi dove il bambino non arriverà mai: è la cosa più importante. Un gatto con una via di fuga sopporta tutto; un gatto all'angolo graffia.
  • Mantenere i rituali che resteranno dopo: i dieci minuti di gioco serale vanno protetti anche nei primi mesi, sono il segnale per il gatto che il suo mondo non è finito.

Dopo l'arrivo:

  • Prima di entrare col bambino, qualcuno porta a casa un indumento con il suo odore e lo lascia in giro.
  • Il gatto annusa il bambino sotto controllo, senza forzature né allontanamenti bruschi. Curiosità tranquilla è il risultato normale.
  • Mai lasciare gatto e neonato soli nella stessa stanza, per prudenza e non per sfiducia. Il rischio reale non è l'aggressione, è il gatto che si accoccola vicino al viso per il calore.
  • Lettiera in un posto non raggiungibile dal bambino quando inizierà a gambettare; la toxoplasmosi è un tema della gravidanza, da affrontare con il medico, e riguarda il contatto con le feci, non con il gatto.

Quando il bambino cresce, la regola unica è: il gatto non si insegue, non si prende per la coda, e ha un posto dove nessuno lo tocca. I bambini la imparano prima di quanto si pensi.

Un secondo gatto

Due gatti possono essere una compagnia meravigliosa o una guerra fredda di dieci anni. La variabile principale non è il carattere, è l'inserimento.

Prima di decidere. Il primo gatto è socievole con altri gatti o è sempre stato solo e felice? Un gatto adulto solitario di otto anni non ha bisogno di un amico, e spesso non lo vuole. Età simili e sesso diverso (entrambi sterilizzati) funzionano statisticamente meglio; un cucciolo con un anziano è la combinazione più difficile.

Le risorse. Prima dell'arrivo, raddoppiare tutto: lettiere (una per gatto più una, in stanze diverse), ciotole, punti acqua, posti alti, tiragraffi, rifugi. La maggior parte dei conflitti tra gatti non riguarda la simpatia ma l'accesso alle risorse. I percorsi a parete con due vie, descritti nella guida allo spazio verticale, sono il miglior investimento per una casa con due gatti.

L'inserimento in quattro fasi, che durano da una a quattro settimane a seconda dei gatti:

  1. Separazione totale. Il nuovo gatto in una stanza chiusa con tutto il suo. I due si sentono e si annusano sotto la porta. Si scambiano coperte e giochi per mescolare gli odori. Si va avanti finché nessuno dei due soffia alla porta.
  2. Vista senza contatto. Porta socchiusa con un fermo, o un cancelletto, o una zanzariera. Pasti e giochi su entrambi i lati, a distanza, poi sempre più vicini. L'associazione deve essere: l'altro gatto compare, succede qualcosa di bello.
  3. Incontri brevi e supervisionati, iniziando con pochi minuti durante il gioco o il pasto, separando prima che qualcuno si innervosisca. Si allunga giorno dopo giorno.
  4. Convivenza libera quando gli incontri sono noiosi. Le risorse restano doppie per sempre.

Si torna indietro di una fase ogni volta che c'è un vero scontro. Soffiare, gonfiare la coda e dare zampate senza unghie sono normali; inseguimenti con urla e morsi no. Il diffusore di feromoni aiuta nella maggior parte dei casi, non in tutti.

Gatto e cane

Funziona più spesso di quanto si pensi, con due condizioni: il cane deve saper stare calmo, e il gatto deve avere sempre una via di fuga verso l'alto che il cane non raggiunge.

  • Il cane al guinzaglio nei primi incontri, sdraiato, premiato per ogni sguardo tranquillo verso il gatto. Mai lasciarlo inseguire, nemmeno "per gioco": per il gatto non è gioco.
  • Il gatto decide i tempi. Deve potersi avvicinare e allontanare quando vuole, e sparire in alto se serve. Mensole e tiragraffi alti sono obbligatori.
  • Zone separate: le ciotole e la lettiera del gatto in un posto dove il cane non arriva (un cancelletto con la gattaiola, o una stanza con la porta fermata a dieci centimetri). I cani mangiano il cibo del gatto e, purtroppo, il contenuto della lettiera.
  • Pazienza di settimane, non di giorni. Il segnale di riuscita è il gatto che passa davanti al cane sdraiato senza accelerare.

Con cani di razze da caccia o da presa con forte istinto predatorio, la convivenza va valutata con un educatore prima di adottare, non dopo.

Ospiti, bambini in visita, lavori in casa

Per le situazioni temporanee, la ricetta è sempre la stessa: un rifugio e nessuna forzatura.

  • Ospiti: il gatto decide se presentarsi. Chi viene a casa non lo cerca, non lo tira fuori da sotto il letto, non lo prende in braccio al primo incontro. Un rifugio chiuso in una stanza tranquilla, con acqua e lettiera, è il posto dove sta se vuole.
  • Bambini in visita: una regola detta subito, con il sorriso ("il gatto si guarda, non si prende"), e il gatto in una stanza con la porta chiusa se i bambini sono piccoli o tanti. È più semplice per tutti.
  • Lavori in casa: la stanza più lontana dal cantiere diventa il suo appartamento per la durata dei lavori, con tutto dentro e la porta chiusa (gli operai lasciano le porte aperte, e un gatto spaventato esce dal portone). Cartello sulla porta: "Non aprire, gatto".
  • Feste e botti: stessa stanza, finestre chiuse, musica bassa, un posto chiuso dove nascondersi. Non consolarlo in modo esagerato: conferma che c'è un pericolo.

Domande frequenti

Il gatto ha mangiato una foglia di pothos: cosa faccio?

Il pothos causa irritazione e dolore alla bocca, salivazione, a volte vomito; raramente è grave. Togliere residui, offrire acqua, chiamare il veterinario descrivendo quantità e sintomi. Con gigli o oleandro, invece, si va subito.

Il gatto dorme nella culla: è pericoloso?

Prima della nascita no, dopo sì, per il rischio di soffocamento accidentale, non per cattiveria. Zanzariera da culla ben tesa o porta chiusa, e un posto caldo alternativo per lui.

Dopo due settimane i due gatti ancora soffiano. Ho sbagliato tutto?

No, è dentro i tempi normali. Si torna alla fase dove entrambi erano tranquilli e si procede più lentamente. Alcune coppie impiegano due mesi.

Il cane è un cucciolo: è più facile?

Spesso sì, perché impara da subito che il gatto comanda. Ma un cucciolo molesto va comunque fermato ogni volta, altrimenti il gatto lo educa a modo suo.

Due gatti devono per forza andare d'accordo?

No. Molti gatti convivono in tolleranza, senza dormire insieme né lavarsi a vicenda, e stanno benissimo così. L'obiettivo è l'assenza di conflitto, non l'amicizia.